"Gustave de Beaumont e Alexis de Tocqueville visitarono il penitenziario di Filadelfia nell'ottobre del 1831. Le impressioni di quella visita istituzionale, le minuziose annotazioni sul trattamento penitenziario vigenti in quel carcere furono dagli autori completate ed integrate dalle registrazioni scritte dei colloqui con i membri dell'amministrazione nonchè da un inchiesta tra gli internati....
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internato n.00 Trentottenne; è appena da tre settimane nel penitenziario e sembra immerso nella più totale disperazione. << La solitudine mi ucciderà >>, egli dice, << non ce la farò a durare fino alla fine. Morirò prima >>.
Domanda: << Non trovi qualche consolazione nel lavoro? >>
Risposta: << Si, Signore; la solitudine senza lavoro è mille volte più orribile, ma il lavoro non mi impedisce di pensare e di essere quindi infelice. Qui dentro la mia anima è ammalata. >>
Lo sfortunato singhiozzò nel parlare della moglie e dei figli, che non sperava ormai di rivedere. Quando entrammo nella sua cella lo trovammo che piangeva e lavorava nello stesso tempo."
Dario Melossi - Massimo Pavarini
Carcere e fabbrica - Alle origini del sistema penitenziario [XVI-XIX secolo]
edizioni Il Mulino
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