da un passo di un libro di Michela Nacci, 'Pensare la tecnica'.
Dal V capitolo: 'Tecnica e totalitarismo':
«Nella lettura offerta da Jaspers la tecnica prepara un regime definibile come come un collettivismo senza colore che non lascia al singolo spazi di movimento. QUI LA LIBERTA' E' PENSATA COME LIBERTA' INTERIORE: E' LA POSSIBILITA' DI TRASCENDERE L'ESISTENTE. La tecnica è liberticida proprio per questo: crea un apparato dove la singolarità non c'è più, e dove l'uomo è costretto a un contatto continuo con gli altri, A UN ATTACCAMENTO ECCESSIVO ALLA REALTA'.»
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