Nell'estate del 1964 Federico Fellini accetta la proposta dello psicoanalista Emilio Servadio, che l'ha avuto brevemente in cura psicoanalitica al tempo di La strada, e si sottopone a un'assunzione di Lsd sotto controllo medico.
Nel racconto felliniano la faccenda avviene in gran segreto, una domenica pomeriggio in presenza di uno psicologo, un cardiologo, un chimico, due infermieri, uno stenografo e molti microfoni. Con una certa apprensione, fatto l'elettrocardiogramma, l'uomo-cavia assume la sostanza.
L'effetto si prolunga oltre le sette otto ore previste, molto piĂą della media: per tutto il tempo il paziente parla in continuazione e passeggia su e giĂą per la stanza. A un certo punto, per fronteggare la sua agitazione psicomotoria, sarĂ necessaria un'endovenosa calmante.
Tornato a casa fra gli infermieri, Federico trascorre una notte discreta e la mattina dopo non chiede di riascoltare i nastri della seduta e non mostra nessuna curiosità per le ipotesi, diagnosi e conclusioni degli scienziati presenti. L'intera faccenda gli ha lasciato un vago senso di imbarazzo per le schiocchezze che può aver detto.
Così Fellini descrive la sua esperienza:
"Quando ho avuto l'impressione di morire, nei giorni scorsi, gli oggetti non erano più antropomorfizzati. Il telefono, che sembra sempre un grosso strano ragnone o un guantone da boxe, era solo un telefono. Ma no, non è nemmeno così, non era niente: è difficile dirlo: non sapevo cos'era perchè anche i concetti di volume, colore, prospettiva, sono un modo d'intendersi con la realtà , una serie di simboli per definirla, una mappa, ed era proprio questo rapporto intellettuale che veniva a mancare.
Come quella volta che per far contenti dei medici amici che stavano studiando gli effetti dell'Lsd, accettai di fare da cavia e bevvi un mezzo bicchiere d'acqua dove dentro era stata lasciata cadere un'infinitesima parte di un milligrammo di acido lisergico. Anche quella volta la realtà degli oggetti, dei colori, della luce, non aveva più alcun senso conosciuto. Le cose erano se stesse, sprofondate in una grande pace luminosa e terrificante. In momenti come quello le cose non ti pesano; non vai a bagnare tutto con la tua persona, come un'ameba. Le cose diventano innocenti perchè togli di mezzo te stesso; una verginale esperienza, come il primo uomo può avere visto vallate, praterie, il mare. Un mondo immacolato che palpita di luce e di colori viventi col ritmo del tuo respiro; tu diventi tutte le cose, non sei più separato da loro, sei tu quella nube vertiginosamente alta nel mezzo del cielo, e anche l'azzurro del cielo sei tu, e il rosso dei gerani sul davanzale della finestra, e le foglie, e la trama fibrillante del tessuto di una tenda. E quello sgabello davanti a te che cos'è? Non sai più dare un nome a quelle linee, a quella sostanza, a quel disegno, che vibra ondulando nell'aria, ma non ti importa, sei felice così.
Huxley ha mirabilmente descritto questo stato di coscienza provocato dall'Lsd: la simbologia dei significati perde senso, gli oggetti sono confortanti per la loro gratuità , per la loro assenza-presenza; è la beatitudine. Ma improvvisamente essere tagliato fuori dal ricordo della mediazione concettuale ti fa sprofondare in un abisso d'angoscia insostenibile; di colpo quella che un attimo prima era l'estasi ora è l'inferno. Forme mostruose senza senso nè scopo. Quella nube schifosa, quell'atroce cielo azzurro, quella trama oscenamente respirante, quello sgabello che non sai che cos'è, ti strangolano in un orrore senza fine."
Diversa la rievocazione che di quell'episodio fece Servadio ultranovantenne alla collega psicoanalista Simona Argentieri:
"L'esperienza si svolse con tre soli protagonisti: Fellini un medico psiconanalista mio ex allievo e io. Niente infermieri, iniezioni eccetera. Durante l'esperimento Fellini ha lungamente dialogato con gli spiriti in cui credeva. Poi, anche con il mioi aiuto, ci ha ripensato e si è convinto che si trattava di sue proiezioni. Diede così un addio a certe sedute di allora; e il risultato fu Giulietta degli spiriti, che rappresenta una liquidazione dello spiritismo".
Il Viaggio di G. Mastorna sarebbe stato la trasposizione in film, la concretizzazione delle sensazioni da lui provate in questa dimensione psichedelica alternativa, da lui collocata a cavallo fra la vita e la morte. Non avendo potuto, o meglio, non essendo riuscito a realizzare tale film, ha disseminato le sue intuizioni, le sue illuminazioni in tutti i film seguenti.
Fellini, come molti suoi contemporanei, ha sentito le ragioni dei movimenti giovanili. Ne ha parlato, ne ha scritto, per confermare il rinascere di una concreta speranza. Ma in quale prospettiva, con quali mezzi?
"Bisognerebbe divulgare il consiglio di Huxley, che proponeva l'Lsd per tutti. Infatti l'esperienza dell'Lsd fa toccare una dimensione nuova meravigliosa: la sensazione del divino. Ora so - continuò Fellini - che al fondo di ciascuno di noi esiste questa possibilità , questa potenzialità smisurata. Una tale esperienza mi fa intravvedere questo mondo fantastico, mi dice che può esserci. I giovani l'hanno capito. E' un'alba. Essi mi commuovono. Sono con loro".
Si fermò a guardarsi le mani. "La grande cappa frenante invece, è la Chiesa. La contestazione al Festival di Venezia non mi convince. Bisogna andare a contestare in Vaticano, in Borsa, nelle fabbriche, che so; in tutti i luoghi, insomma, dove è presente, in prima persona, un potere che tarpa le ali alla gente".
Poi Fellini riprese a parlare dell'LSD. "Perchè non lo provi?"
Fonti : Federico di Tullio Kezich; Scritti e immaginati I film mai realizzati di Federico Fellini di Alessandro Casanova; L'ombra di Fellini di Renzo Renzi