he!


Ecco un bell'aforisma che ho appena trovato in giro:
Un professionista è uno che può fare il suo lavoro quando non si sente in vena di farlo.
Un dilettante è uno che può fare il suo lavoro quando si sente in vena di farlo.
James Agate
Ora, ecco a voi cosa faceva costui. Tanto per farsi un'idea. Forse qualcuno ricorda quanto io ami in generale l'abuso della parola "professionale". Sembra tanto eroica, ma se la guardi bene, ti dice una cosa: un professionista è un lavoratore. E quindi non è che "può", bensì deve fare il proprio lavoro sia che sia in vena sia che non lo sia. Direi che quindi quel "può" significa più "è in grado". E non rallegra nessuno, né tantomeno - e questo è quello che mi preme chiarire di tutto il discorso - è un indicatore di qualità ecellente. E' solo uno standard minimo.
Significa che chi "è del mestiere" anche se è abbattuto o sotto pressione sa fare quel che deve e lo fa. Lo fa bene? Lo fa al massimo? Ti colpirà per la sua bravura, per il risultato eccellente? Meglio di un dilettante geniale quando è in vena?
Ma come fai a dirlo? Non puoi! Quindi ribadisco: professionale non vuol dire un cazzo. Professionista vuol dire che ti pagano. La qualità si misura con dei parametri, la bravura anche, il risultato anche.
La professionalità è come dire "l'artisticità". Una parola che vuol dire poco ... tutto e niente... ma di sicuro non una parola alla quale affidare una scelta.
La cosa migliore che ho visto fino ad ora, e come sempre per caso, è stata una doppia intervista de "le iene", alle mamme di ragazzi assassinati da estremisti di fazioni opposte, 30 anni fa. Perché da esattamente l'idea che ci si deve fare e mi ha fatto soffrire molto. Quel che resta è dolore, e di tutta l'appartenenza politica dichiarata rimane esattamente quello che scatena la violenza: aspetti esteriori, superficialità, manierismi, segni distintivi, modo di vestire o di portare i capelli, atteggiamento generale, abitudine a nessun contegno, nessun controllo di sé, abbandono al testosterone, provocazione e risposta alla provocazione come abitudine.
Sento tanto cercare di dire che la politica non c'entra.
Bisognerebbe cercare di capire cosa sia per queste persone la politica. Se per loro è odio verso un codino, verso una giacca di velluto o una felpa col cappuccio, o viceversa verso i capelli corti o un giubbotto imbottito, se questo può bastare a minacciare e a picchiare. Allora quella è politica, è appartenenza politica ed è inutile parlare di ideali più alti, perché ne parli ad un ubriaco disinibito, il cui impulso primario in stato di crisi non è di certo il dialogo.
E ovviamente vale per destra e sinistra indifferentemente, quando abbracciano metodi violenti od oppressivi.
La Cokin, che è sempre stata "famosa" per i filtri fotografici di vario genere, produce obiettivini per rendere "più tele" oppure "più grandangolo" i cellulari! :) Magneticamente o con un adesivo, se ho ben capito... CLICK QUI (fondo pagina).
Mi viene in mente una scena di "Singles" dove mi pare passasse Eddie Vedder o forse era Chris Cornell e chiede a un tipo:
"che fai?"
"faccio musica col computer"
"... dev'essere proprio bella musica..."
;-)
In effetti non ho nulla contro la musica elettronica ... però capisco la cosa ;-)